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Filosofia

La terra è viva

Dalla consapevolezza che tutto nasce dalla terra, si sviluppa “La Terra è Viva”, il motto della cucina di Simone Cantafio, scelto ispirandosi al Marchese Incisa della Rocchetta e in onore di una terra troppo spesso maltrattata da metodi invasivi, pesticidi, monoculture per una produzione di massa ma certo non di qualità. E se siamo ciò che mangiamo, è proprio “qualità” la parola chiave a cui è necessario orientare il tutto.
Chi decide di dare vita a materie prime che nascono dalla vita e non dalle macchine, si allontana dall’idea di quantità e di un’industrializzazione del prodotto volto solo ad aumentare il profitto, per trovare la ricchezza e il valore in una dimensione a misura di uomo e di natura.
Simone Cantafio ha scelto un motto che intrinsecamente ci riconduce all’origine della cucina, che sia gourmet o semplice cucina casalinga: la terra. La terra da cui tutto nasce, la vera protagonista della cucina di Simone.

Il pensiero

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IL PENSIERO

Tutto nasce nella mia mente.
Chiudo gli occhi e lascio che i miei pensieri danzino liberi. Questo è il momento più intenso per me, quando la strada della creatività si apre davanti ai miei occhi come un vasto territorio da esplorare.

Nel La Stüa de Michil non si serve l’astice, ma l’anguilla. Non serviamo il Ribeye steak, ma l’agnello della val Venosta. La scelta dei prodotti segue la stagionalità, in inverno sono usati soprattutto i tuberi, i cavoli, le verdure invernali, in estate la scelta è più varia, come lo vuole la stagione. È un principio fondamentale quello di non forzare la natura secondo i propri bisogni, bensì adattare i propri bisogni a ciò che ha da offrire la natura.
Naturalmente questo comporta uno sforzo in più, in creatività e tempo di preparazione, ma la soddisfazione nel cucinare al ritmo delle stagioni, nell’affrontare le sfide che pone soprattutto una stagione magra come l’inverno, andando a riprendere metodi di cottura e di preparazione antichi, è davvero grande. Più il viaggio dei prodotti è breve, più è alta la loro sostenibilità in termini di trasporto e quindi di ecologia,ma anche di trasparenza del prodotto, perché posso andare, vedere, toccare per mano, conoscere.

Ogni piatto è accompagnato dalla sua storia, della quale è protagonista la persona che ne ha prodotto le materie prime. Perché i piatti sono custodi: di storia, di sapori, di un tempo che nasce con loro e li porta a essere ciò che sono.

INCÖ

la tavola pop-up dedicata al qui e ora

Simone Cantafio ha introdotto nel La Stüa de Michil la tavola “Incö” , che in ladino significa “oggi” , un tavolo rustico in una sala appartata, in cui sono servite esclusivamente le materie prime disponibili giorno per giorno. Il menù “Incö” è in costante cambiamento a seconda dei giorni e delle stagioni, e invita a sedersi a tavola tutti insieme, a condividere i piatti per dare valore ai doni della terra e al convivio condiviso.
Con “Incö” Simone rende protagonisti i prodotti che troppo spesso non lo sono: dalla semplice cipolla alle lumache, dalla scorza nera al midollo, dalla pecora all’agnello, dal polpo all’anguilla. Oltre a servire piatti semplici ma ricercati, l’obiettivo di “Incö” è anche sensibilizzare gli ospiti per una cucina più sostenibile, lontana dagli sfarzi e dagli esuberi, più vicina alla terra e a chi la coltiva.

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Il pensiero

I piatti sono custodi:
di storia, di sapori, di un tempo che nasce con loro e li porta a essere ciò che sono.
Simone Cantafio

Fornitori

Fornitori

Imparare, conoscere, custruire

Simone Cantafio è scrupoloso nella scelta dei suoi fornitori sempre impegnato in un lavoro umano molto importante, lavoro a cui dedica gran parte del suo tempo, soprattutto nei mesi di chiusura del ristorante, da aprile a giugno e da settembre a dicembre. Durante questi mesi viaggia in giro per l’Alto Adige-Südtirol e l’Italia a incontrare, imparare a conoscere e costruire un rapporto personale che molto spesso sfocia in amicizia, con chi gli fornisce la materia prima.

Come Günther, “eremita ell’agricoltura” in Val di Funes, che alleva le sue pecore “Brillenschaf”, o Harald che su 800 m di terreno a Barbiano fa crescere carotine, erbe, radici, o Alois e Lucia che si bagnano le mani con il latte delle loro poche mucche per produrre il “Graukäse”, il formaggio grigio a San Vigilio di Marebbe. Tra fornitori e La Stüa de Michil si sta creando un empowerment reciproco di ispirazioni, idee e di innovazione.

Orti Foraging

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Grazie all’interesse di Simone, gli orti hanno avuto una grande spinta nel diversificare l’offerta, quando all’epoca erano un po’ addormentati tra il classico delle patate e delle cipolle. Quest’anno, tra l’altro, Georg nel suo orto non ha più utilizzato le plastiche per la copertura delle verdure, ma le lane delle pecore. Ecco che da cosa nasce cosa, da ispirazione nasce azione.

Un’altra fonte di materia prima preziosa è il foraging: Lorenzo e Karin, due esperti locali del mestiere che hanno dedicato la loro vita alla natura, ci aiutano nel raccogliere le erbe selvatiche: l’oxalis, l’aglio orsino, il timo selvatico, le acetoselle, i funghi, l’achillea, i fiori di aglio, il crescione d’acqua sono alcune delle erbe che arrivano direttamente dai prati e dai boschi delle Dolomiti da aprile a settembre.

In cantina

Collaboratori e collaboratrici

Il Codice Etico aziendale prevede l’impegno a valorizzare le competenze delle proprie risorse umane, mettendo a disposizione idonei strumenti di formazione, di aggiornamento professionale e di sviluppo personale. In questo senso opera anche La Stüa de Michil, valorizzando i propri collaboratori e collaboratrici, in un ambiente di alto livello professionale, incentivando il lavoro nel gruppo, l’empowerment reciproco, la condivisione e la crescita formativa.
Attualmente la brigata in cucina conta 12 collaboratori, il servizio in sala invece ha 8 collaboratori e collaboratrici. Molta attenzione è posta alla work-life balance, per cui sono stati fatti grandi sforzi negli ultimi anni: in sala è previsto un turno di mattina per la mise en place dei tavoli, il restante staff entra alle 16:00 per fare un turno unico. In cucina ci sono due turni: 09:30 – 13:00 per la mise en place, rientro alle 17:00 per il servizio fino alle 22:00. Grazie all’ottimo ambiente lavorativo, l’intero staff de La Stüa de Michil ritornerà anche per la stagione estiva a giugno, dopo la pausa primaverile.

Cucina

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Le verdure

Abbiamo creato e stiamo supportando tre progetti particolari per la raccolta delle verdure: Harald Gasser di Barbiano, Georg Trebo di San Vigilio di Marebbe, Agostino della Calabria. Sono tre quindi i “nostri” orti che si complementano a vicenda in termini di tempistiche e di stagionalità.
Barbiano e Marebbe si trovano in Alto Adige-Südtirol, con la loro altitudine e la dislocazione in due aree diverse (Barbiano: 836 m, San Vigilio di Marebbe: 1.285 m), si complementano a vicenda nella produzione dei prodotti. Barbiano arriva prima, per iniziare la stagione, che poi si conclude con i prodotti di San Vigilio. Da Harald e da Georg in inverno arrivano tante radici, topinambur, patate, barbabietole, ravanelli, ma anche oxalis, carciofi cinesi e così via.
Con le verdure calabresi invece Simone riesce a inserire nella carta la parte mediterranea dei prodotti: peperoni, melanzane, pomodori, zucchine, cipolle rosse, aglio novello, broccoli, cavolfiore, finocchi, cime di rapa, agrumi. Il nostro sforzo è volto a evitare completamente le verdure coltivate in serra, che non seguono il ritmo delle stagioni e energeticamente e ambientalmente sono molto impattanti, pur mantenendo altissima la qualità e allo stesso tempo la varietà dei piatti.

 

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Il pane e la pasticceria

Il pane de La Stüa de Michil è un pane-gioiello. Partner del progetto è Günther della Val di Funes, agricoltore che insieme ai suoi amici contadini della valle cerca di recuperare e ridare valore a quelli che sono i grani antichi locali altoatesini.
Per la ciclicità dei terreni, ogni stagione i contadini del gruppo cambiano grano: l’anno scorso, nel 2024, avevano piantato il grano saraceno, quest’anno il farro. In base a com’è la qualità delle piantagioni, una volta che il grano è pronto, viene macinato in loco e poi iniziamo a fare le prove di impasto. In questa fase ci appoggiamo al panificio Moderno di Trento, che ci mette a disposizione la struttura e le loro competenze tecniche. Insieme vediamo lo sviluppo del pane in base alla composizione della farina. Durante due stagioni siamo riusciti a sviluppare due pani: quello estivo, con l’uso del mais per renderlo più leggero, e quello invernale con il farro.
Per i contadini come comunità, questo progetto ha un valore molto grande. Avere infatti chi come noi utilizza ca. 500 chili di farine all’anno, significa dare un seguito e un contesto a quello che è il loro lavoro quotidiano, lavoro che altrimenti sarebbe fine a se stesso. Le farine che derivano da questo progetto, ogni tanto le utilizziamo anche per fare la pasta o altre cose, in pasticceria per esempio. Anche in pasticceria, infatti, la creazione di menù viene realizzata con prodotti provenienti dai nostri contadini, rappresentando l’immagine più gustosa e golosa dell’agricoltura italiana.

 

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La carne e il pesce

La carne arriva per la maggior parte dal maso Pretzhof della Val di Vizze e da altri contadini della zona Brennero/Vipiteno. Una quantità più piccola arriva dal Maso Oriana di Longiarù – Val Badia, da La Valle dal maso di Hubert, e dal Maso di David a San Vigilio di Marebbe arrivano i maiali, gli agnelli, i vitelli e le galline.
Il bello del rapporto diretto con i piccoli produttori locali, è che spesso le idee di ricette arrivano dai contadini stessi. Un giorno Uli del Pretzhof ha suggerito a Simone di fare la coda di manzo disossata, à la Royale, come il coniglio in Francia. Patrizia di La Pliscia invece gli ha suggerito una particolarità di gallo in umido.
Secondo la filosofia di Simone, la quantità di carne servita tuttavia, continuerà a essere diminuita, passando in secondo piano e portando il vegetale allo stato di protagonista. Per il pesce, chiediamo ai nostri fornitori che sia solo pesce pescato nel Mar Mediterraneo con pesce sostenibili, e spesso prediligiamo pesce di lago o di fiume per non pesare ulteriormente sulla precarietà della situazione di pesca nei mari.

Cucina - curiosità

Curiosità

Il Pretzhof: per riuscire a garantire la trasparenza della filiera della propria produzione di carne, ha dato vita al proprio macello con sede a Vipiteno, a cui contribuiscono anche diversi altri contadini della zona. La difficoltà al macello tradizionale, infatti, era riuscire ad avere la garanzia che l’animale portato a macellare corrispondesse veramente alla carne lavorata riconsegnata. Inoltre, il proprio macello dà la possibilità ditrattare l’animale in maniera diversa, garantendone la dignità umana fino all’ultimo minuto della sua vita.

I VINI

La cantina de La Stüa de Michil è particolarmente fornita di piccole aziende e piccoli produttori, vini che provengono da vigne di altrettanto piccoli terreni tra l’Alto Adige – Südtirol e le più importanti regioni vinicole italiane e francesi. A questo aspetto, si aggiunge la produzione e la gestione a carattere famigliare, che oltre a essere una garanzia di trasparenza nel processo di produzione e della qualità, è anche aspetto fondamentale per un contatto umano sincero tra produttore e acquirente, tra chi tocca con mano le uve e chi poi le versa nei bicchieri degli ospiti. Il rapporto tra piccoli produttori presenti in carta e grandi aziende, si potrebbe definire in 51 a 90.
Per chi predilige una bevanda analcolica, proponiamo succhi e cocktail a base di frutta italiana selezionata.

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La Stüa de Michil 1 è parte integrante dell’Hotel La Perla, struttura certificata GSTC-Global 2 Sustainable Tourism Council.

Sostenibilità

Nel ristorante

Nel ristorante La Stüa de Michil non viene fatto utilizzo di plastica o di materiali non riciclabili, le stoviglie sono ricercate con cura e acquistate da un’azienda toscana, molte altre sono stoviglie vintage. Piatti, piattini e tazze acquistate ai mercatini dell’usato o donati da qualche collezione di famiglia, rivalorizzati nel contesto de La Stüa de Michil e attraverso la cucina di Simone.
Le tovaglie ricamate sono storica eredità della casa, e anche qui, collezionate nel tempo secondo la filosofia del recupero e del valorizzare ciò che già c’è.
I tavoli al La Stüa de Michil sono pochi, perché la qualità ha bisogno di cura, e alla base della sostenibilità deve sempre esserci la qualità che è data da un numero consapevole di ospiti a cui dedicare le migliori attenzioni nella cura del dettaglio e nell’incontro umano.
Tutti gli scarti delle verdure sono riutilizzati, tra l’altro per fare la salsa per l’insalata. La brigata lavora molto con le salse al 100% vegetali proprio per riutilizzare gli scarti, le cipolle ormai ammosciate, i residui delle radici e così via. Salse che poi vanno a guarnire tutti i tipi di piatti, di pesce, di carne, di verdure. Le verdure se cotte a bassa temperatura, infatti, rilasciano un alto tasso di zucchero che crea un vero e proprio “umami” , regalando una sensazione di rotondità e di completezza del gusto. Naturalmente anche le ossa sono usate per fare le salse: se arriva l’animale intero, il capretto per esempio, le spalle e le cosce sono usate per le farciture dei vari piatti, le parti più piccole e delicate come la sella, vanno al tavolo “Incö”, dato che le porzioni son piccole e poche, ma pregiate.

Curiosità

Curiosità

Con un capretto si riescono a creare circa 30 porzioni di pasta fresca e 4 porzioni di un piatto di carne principale.

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